Las Quate Sasons (en italian : Le quattro stagioni) que son los 4 (suber 12) concertos de l'opus 8 d'Antonio Vivaldi (titolat Il cimento dell'armonia e dell'inventione) e que hon estabas dab eth a Amsterdam en 1725.

L'Ivèrn

Que's tracta d'ua musica de programa puish que cadua que deu justament descríber ua sason (l'Estiu, per exemple, qu'evoca lo caumàs). Per aquesta rason, Vivaldi que i horní quate sonets de legir entà'us poder interpretar.

La Prima

modificar

Allegro

Giunt' è la Primavera e festosetti
La Salutan gl' Augei con lieto canto,
E i fonti allo Spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio Scorrono intanto:
Vengon' coprendo l'aer di nero amanto
E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti
Indi tacendo questi, gl' Augelletti;
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto:

Largo

E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' à lato.

Allegro

Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all' apparir brillante.

Allegro non molto - Allegro

Sotto dura Staggion dal Sole accesa
Langue l'uom, langue 'l gregge, ed arde il Pino;
Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa
Canta la Tortorella e 'l gardelino.
Zèfiro dolce Spira, ma contesa
Muove Bòrea improviso al Suo vicino;
E piange il Pastorel, perché sospesa
Teme fiera borasca, e 'l suo destino;

Adagio e piano - Presto e forte

Toglie alle membra lasse il Suo riposo
Il timore de' Lampi, e tuoni fieri
E de mosche e moscon lo Stuol furioso.

Presto

Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri!
Tuona e fulmina il Ciel e grandioso:
Tronca il capo alle Spiche ed a' grani alteri.

Allegro

Celebra il Vilanel con balli e Canti
Del felice raccolto il bel piacere
E del liquor de Bacco accesi tanti
Finiscono col Sonno il lor godere

Adagio molto

Fà ch' ogn' uno tralasci e balli e canti
L'aria che temperata dà piacere,
E la Stagion ch' invita tanti e tanti
D' un dolcissimo Sonno al bel godere.

Allegro

I cacciator alla nov'alba a caccia

L'Ivèrn

modificar

Allegro non molto

Aggiacciato tremar trà nevi algenti
Al Severo Spirar d' orrido Vento,
Correr battendo i piedi ogni momento;
E pel Soverchio gel batter i denti;

Largo

Passar al foco i di quieti e contenti
Mentre la pioggia fuor bagna ben cento

Allegro

Caminar Sopra il giaccio, e à passo lento
Per timor di cader gersene intenti;
Gir forte Sdruzziolar, cader à terra
Di nuove ir Sopra 'l giaccio e correr forte
Sin ch' il giaccio si rompe, e si disserra;
Sentir uscir dalle ferrate porte
Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra
Quest' é 'l verno, mà tal, che gioia apporte.
Con corni, Schioppi, e canni escono fuore
Fugge la belva, e Seguono la traccia;
Già Sbigottita, e lassa al gran rumore
De' Schioppi e cani, ferita minaccia
Languida di fuggir, ma oppressa muore.